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venerdì 20 novembre 2009

INLAND EMPIRE


Lynch, l'unico grande erede di Rorschach, assume le vesti di Morfeo e ci traghetta lungo il fiume dell' Oblio, per catapultarci poi nel nostro inconscio.
Inconscio che ricorda la visione onirica più traumatica e spaventosa che abbiamo mai provato, si, mi sto riferendo proprio a quell'incubo, dove tu, essere umano informe, sei confuso, spaesato e sei in preda ad un orgasmo multisensoriale: gli occhi vedono tutto ciò che non hanno mai potuto osservare, in maniera astigmatica; figura e sfondo si sono fuse dando origine ad un mix tetro di colori. Le orecchie percepiscono gli ultrasuoni e i rumori subliminali ti conducono verso l'ignoto.
Il naso sente odori acri e intensi che offuscano la mente. Le mani toccano una realtà che non c'è: si è in uno stato di deprivazione tattile, non ci sono appigli, qualunque cosa tocchi si sgretola.
E infine la lingua assapora la follia verso cui tutti gli altri organi ti stanno conducendo.
In tutte queste esaltazioni e attivazioni sensoriali, un senso non c'è. La trama sparisce, quello che rimane è un'esperienza onirica ad occhi aperti che ti sballa senza l'obbligo di assumere una pastiglia.

domenica 15 novembre 2009

VERGINELLA


Solo una compagnia che ha un nome che porta in sè le contraddizioni drammatiche dell'eterno paradosso del rapporto tra bene e male, lupusagnus, poteva portare in scena la purezza di una fanciullagnus, corrotta e massacrata dalla violenza corrosiva degli adultupi.
La violazione dell'innocenza è rappresentata urlando la drammaticità e la violenza subita in attimi di silenzio senza fine, che vengono interrotti dall'ululato penetrante e distruttivo del lupus; ululato che squarcia i silenzi provocando ferite che non potranno rimarginarsi mai.
Ma il lupus non è cattivo solo quando ulula, il lupus deve essere punito anche quando sta zitto, quando non urla al mondo gli orrori che vede, ma non subisce, diventando in questo modo complice di una barbaria.
E l'agnello rimarrà per sempre la vittima sacrificale, il condannato chiamato a subire all'infinito, in una coazione a ripetere che pretende una drastica interruzione.

sabato 14 novembre 2009

AVENUE Q - VIA DELLA SFIGA


Avenue Q- via della sfiga, il musical peloso senza peli sulla lingua.

Avenue Q: strada periferica, inserita quasi a metà tra la A che è l'apice del successo e la Z che è il culmine del degrado.

Via della sfiga: ma non della disperazione più assoluta.
In un condominio che evoca quello ancor più famoso di Friends coabitano le diversità e le etnie.
La sfiga è il filo di Arianna che accompagna i personaggi nella loro evoluzione, seminando spunti sociali e culturali con leggerezza e ironia.

Il musical peloso senza peli sulla lingua: la musica e l'orchestra sovrastano la scena facendo da sfondo allo svolgersi delle vicende dei pupazzi pelosi e dei loro accompagnatori, che raccontano luoghi comuni ed eventi sociali di ordinaria follia, senza edulcorare la pillola amarissima.

giovedì 10 aprile 2008

COMUNICAZIONE: CONDIVISIONE DI UN SENSO COMUNE

Comunicare: condividere un senso comune!
E se il senso non è comune?
E se il senso non è condivisibile?
E se un senso non c'è?
Ma io "voglio trovare un senso, un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l'ha"? Ma questa vita un senso ce l'ha, Heidegger diceva che siamo gettati nel mondo.... Bene io voglio vivere un'esistenza autentica!
Voglio essere un'esploratrice, voglio conoscere la bellezza dell'umanità e seppellirne gli aspetti negativi. Voglio fare uscire il daimon che c'è in me; lo voglio trasformare in un eu-daimon... Voglio trovare un senso, lo voglio condividere con tutti! Voglio far capire agli altri qual è il mio senso, e voglio aiutare chi un senso non ce l'ha a trovarne uno! Voglio scavare nei meandri della mia mente e di quelli che me lo permetteranno per trovare un senso bello!
Voglio cercare nel profondo del cuore, voglio solo sensi positivi, perchè quelli troppo spesso vengono dimenticati, e lasciano il posto a quelli negativi che se ne approfittano in una maniera brutale!
Ognuno deve trovare il suo senso e lo deve condividere: solo così ci sarà comunicazione!
Buona ricerca a tutti!

martedì 8 aprile 2008

TU SEI QUELLO CHE LEGGI!


Tu sei quello che leggi! Non mi sto rivolgendo a te lettore,questo è il titolo dell'opera d'arte che ha creato più scalpore negli ultimi tempi! Se pensavi che un lampadario fatto di tampax poteva creare scandalo,o che i filmati proiettati nei musei di Londra potessero destare stupore negativamente parlando, allora vuol dire che non sei ancora venuto a conoscenza dell'opera d'arte, questa è l'etichetta che molte persone si sono sentite di attribuire "a quella cosa", di cui ora ti parlerò!
Voglio premettere che non sono un'animalista, non ho mai dato un centesimo alle persone che fanno banchetti per raccogliere fondi per gli animali,prima di tutto sono una "umanista" e se devo tirare fuori qualcosa dal mio portafoglio lo faccio per i miei simili che ne hanno bisogno.
Detto questo però trovo vergognoso utilizzare un essere vivente per maltrattarlo, farlo soffrire e infine portarlo alla morte solo per il gusto di creare "un'opera d'arte" che faccia parlare di sè.
Si perchè in questo caso dei significati simbolici che si possono attribuire alla morte tremenda di un essere vivente non me ne frega proprio niente. Il carnefice, Habacuc Vargas, ( non mi sento di citarlo come artista), è veramente una persona ignobile, come lo sono tutti quelli che sono andati a vedere questo scempio e tutti quelli che hanno usato questo evento disumano, ma anche disanimale, per farci dei soldi! Bene io voglio diffondere la responsabilità e l'attribuzione delle colpe! E le autorità dov'erano mentre quel cane soffriva le pene dell'inferno miste al cinismo di quel deficiente che ha costruito il titolo con dei croccantini? Dov'erano gli animalisti? Dov'erano tutte le persone che potevano fare qualcosa? E soprattutto perchè stanno girando via mail le foto di quel povero cane morto con la richiesta di aderire alla petizione? Ma vi sembra normale dover arrivare a dover firmare una petizione perchè non succedano queste cose? Io non sono d'accordo! Il problema andrebbe eliminato alla radice! E allora tutti i coloro che hanno il potere di fare qualcosa lo facciano e tutti quelli che avevano il potere di agire e non hanno agito, si vergognino!

lunedì 7 aprile 2008

CONCERTI E DISABILI

Sono indignata, sono delusa, sono rammaricata...
Non trovo giustizia sociale, e questa cosa mi infastidisce!
Venerdì sera sono andata al concerto di Biagio al forum con 3 mie amiche, 2 di loro sono in carrozzina. Abbiamo fatto richiesta per avere i biglietti, ce li hanno dati gratis, e questa è una cosa carina; quello che trovo vergognoso è la posizione in cui ci hanno messo. A parte che non siamo potute stare tutte e 4 insieme per motivi logistici e di spazio, e già questa non mi sembra una cosa sensata, anche perchè se offrono un biglietto per gli accompagnatori un motivo ci sarà: è intrinseco e sottointeso il bisogno di assistenza di cui queste persone necessitano. Ma la cosa più brutta è stata il luogo adibito ai disabili: la piccola pedana è stata posizionata nel punto più lontano rispetto al palco! Capisco che sia difficile trovare un posto adeguato per tutti! E' vero che ci sono tanti posti lontani rispetto al palco, ma è anche vero che chi acquista il biglietto ha la possibilità di scegliere il suo posto nel mondo: loro no! E in più non si possono neanche fisicamente alzare per vedere bene chi hanno di fronte... E allora mi domando...era così difficile fare come hanno sempre fatto a san siro e predisporre un luogo più adeguato alle necessità di persone con deficit? A me sembra davvero una banalità, ma le persone che organizzano e gestiscono questi eventi probabilmente non sono abituati a confrontarsi coi bisogni e con questi pensieri banali!
Meno male che almeno il concerto è stato bello, meno male che Biagio riesce a trasmettere emozioni che è possibile recepire anche solo col canale uditivo!

venerdì 4 aprile 2008

MUHAMMAD YUNUS:un uomo eccezionale!


"Voglio creare una nuova categoria: il business sociale, cioè un buiseness che abbia come fine il bene del prossimo e non la ricchezzo personale" M.Y.
Il premio nobel per la pace nel 2006 è noto come il "banchiere dei poveri" per aver inventato il microcredito.
Premetto che di economia non so veramente niente, ma adoro l'associazione della parola business con il termine sociale; trovo che sia un connubio veramente speciale e geniale.
A livello di associazione di idee quando si pensa al business vengono in mente subito parole come ricchezza, banche, soldi,sfruttamento, opulenza; ma non si pensa quasi mai a un economia dei poveri, perchè loro non contribuiscono a crearla e a mantenerla... E' un ossimoro, è un azzardo parlare di economia per i poveri, ma come al solito c'è sempre una mosca bianca che si differenzia dalla massa, e che ha l'intuizione geniale per aiutare gli altri, e Yunus l'ha avuta! Non so bene di cosa si tratti , ma la condivido senza saperne nulla solo per il messaggio intrinseco di speranza che porta!
Lo ringrazio per quello che ha fatto, lo ringrazio per aver saputo mettere al servizio dei più bisognosi un'idea geniale che probabilmente l'avrebbe fatto arricchire tantissimo; lo ringrazio per essersi ricordato di loro, di quelli che non vengono mai ricordati da nessuno!

mercoledì 2 aprile 2008

QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA


"Non cerco mai di essere coerente perchè essere coerente è un modo unilaterale di comportarsi" J.H. Non cerco mai di guardare le cose dallo stesso punto di vista... è rischioso! Tento spesso di cambiare gli occhiali da vista; di immedesimarmi nel punto di vista dell'altro, dei suoi bisogni, delle sue necessità e dei suoi sogni. Cerco di cambiare il colore delle lenti dei miei occhiali, in modo tale che tutte le persone siano uguali: tutti bianchi, tutti neri, tutti gialli... e così via! E qui svelo la mia incoerenza perchè cercando l'uguaglianza non voglio perdere l'unicità... Certi giorni mi immedismo nei magri e guardo il mondo dal loro viso asciutto, altri giorni mi impersonifico nei ciccioni e guardo attraverso i loro occhioni goduriosi il mondo che mi circonda; in alcuni momenti mi restringo e mi sembra di vivere in un posto di giganti, e certe volte mi allungo a dismisura e provo la sensazione di sovrastare il mio universo. Quando posso vivo da povera, e se non posso cado nelle eccedenze dell'opulenza. Quando mi guardo allo specchio la mia bellezza viaggia lungo un continuum indefinito... in alcuni momenti sono bruttissima, e in altri sono bellissima...
Il problema dei punti di vista alla fine è la loro varietà e la loro molteplicità... se tutti iniziassero ad averne o perlomeno ad usarne tanti saremmo in un mondo ricco, portato al confronto, dove quello che è la mia soggettività potrebbe trasformarsi in un secondo nella tua oggettività o viceversa...
E' tutta un'utopia? No secondo me è solo questione di esercizio....


lunedì 24 marzo 2008

ANNISETTANTA: il decennio lungo del secolo breve


Io sono sempre l'ultima in tutto, e anche in questa occasione non mi sono smentita: sono andata a vedere questa mostra fantastica solo oggi, 23 marzo,e non per merito mio, ma grazie all'amico Poliosargamella! Peccato solo che sia presente alla Triennale di Milano dal 27 ottobre... ma non importa... l'importante è che ci sono andata... e per chi è interessato, e vuole essere veramente l'ultimo, ricordo che ha tempo ancora sino al 30 marzo!
La mostra è stupenda, è allestita tenendo conto della sinergia dei sensi, è un elogio alla sinestesia: musica, video, parole, immagini... potete trovare tutto ciò in unica stanza.
Ci sono un paio di stanze a dir poco geniali: i protagonisti dell'opera siamo proprio noi, ma nello stesso momento in cui siamo chiamati ad essere soggetti passivi in quanto facenti parte dell'opera d'arte siamo anche oggetti attivi: fruitori della bellezza di noi stessi e di quello che vogliamo esprimere.
Anche qui il nostro amato Freeman la fa da padrone.... tutta la mostra è leggibile con le sue teorie!
C'è un paradosso fantastico: gli anni 70' fanno da sfondo, e noi omini del 2008 siamo la figura, ma il distacco tra il nostro tempo e quello passato non è così netto, riusciamo lo stesso a immergerci in quel periodo... quando entriamo nella stanza bar ci sembra di essere nel bar del paesino di campagna che è ancora così, improntato sulle orme degli anni '70, oppure per chi come me è appasionato di cinema, ci sembra di essere nel mitico bar dove Freccia dialogava coi suoi amici nel fantastico film Radiofreccia.
Ritroviamo i giornalini dei Barbapapà, tanto in voga tra i bimbetti di oggi; ci immergiamo tra i giornali appesi...anche oggi siamo bombardati incessantemente di notizie senza avere il tempo di rielaborarle con calma, oppure vediamo sul muro una faccia fissa, che però, in base alle proiezioni fatte, riesce a mutare e a caratterizzare di quel tocco di unicità, che porta in sè ognuno di noi; anche oggi siamo classificati, globalizzati in una grande massa, ma ognuno di noi ha la sua specificità!
E in tutto questo percorso un mito ci segue: Fabrizio De Andrè: sui muri ci sono le sue frasi più belle, e a voi, miei lettori voglio regalare questa:
"...O resterai sempre dove un attimo vale un altro,senza chiederti come mai?Continuerai a farti scegliere, o finalmente sceglierai?"





domenica 23 marzo 2008

EFFETTO MOSTRA

Quante volte siamo andati a una mostra, magari di arte contemporanea, e abbiamo guardato per ore e ore le opere senza riuscire a capire niente e a chiederci se era colpa nostra che non avevamo abbastanza competenze, o se era colpa dell'artista che non dipingeva bene?
La teoria di Freeman ritiene centrale nella vita dell’individuo il concetto di “ragionamento mentale”, implicato (anche) nella produzione e comprensione artistica, e che vede il soggetto impegnato attivamente nell’interpretazione di un’opera artistica. Il soggetto si trova coinvolto in una complessa comprensione delle relazioni che si instaurano tra l’opera, l’artista che l’ha prodotta, il mondo nel quale l’opera si dispiega e al quale essa si riferisce, il fruitore attivo nell’attribuirle un significato. Emerge perciò in tale prospettiva l’importanza di un “soggetto attivo” e della “continua ricerca di senso” operata sia attraverso il porre in relazione “artista, opera, mondo e fruitore”, sia mediante la comunicazione tra menti, l’incontro di menti.
Ma quando siamo lì, soggetti attivi, nell'atto di interpretare e le nostre menti si incontrano con quelle dei supersecchioni...come ci rimaniamo?
Il trio Aldo Giovanni e Giacomo hanno espresso le sensazioni di ognuno di noi che non è riuscito a comprendere la "tal" opera d'arte!

sabato 22 marzo 2008

LODE A SERGIO RUBINI


Ieri sera Sergio Rubini era ospite alle Invasioni Barbariche!
Che uomo, che personaggio, che attore, che regista!
Che persona affascinante, emanava fascino da ogni poro della sua pelle.... una pacatezza nel parlare, una proprietà di linguaggio spettacolare, una capacità di narrare notevole...è dificile raccontarvi con parole tutte queste sue peculiarità o doti che dir si voglia, e le mie emozioni nel vederlo!
E' proprio vero, le cose bisogna viverle personalmente, sono più belle, hanno più gusto...certo, le si possono raccontare, ma non è la stessa cosa!
Una persona del genere è stato bello vederla in un programma del genere, anche perchè non va dimenticata la bravura della Bignardi, ma poterla assaporare dal vivo sarebbe stata tutta un'altra cosa.
Quindi Sergio, se mai leggerai questo blog e volessi farmi provare quelle emozioni... contattami pure!